Sisma di Ragalna. Inviate squadre di tecnici del Dipartimento della Protezione Civile sul campo

04/03/2026 12:00:52


Sisma di Ragalna. Inviate squadre di tecnici del Dipartimento della Protezione Civile sul campo

Alle ore 07:05 (ora italiana) del 4 marzo 2026 è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo ML 4.5, con epicentro localizzato a 2,8 km a nord-ovest di Ragalna, in provincia di Catania e profondità stimata di 3,8 km, secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Il dirigente generale della Protezione civile regionale ha disposto l’immediata attivazione di un monitoraggio telefonico attraverso il servizio di emergenza. Tutti i Comuni nei quali la scossa è stata avvertita sono stati contattati e raccordati telefonicamente con la Sala Operativa Unificata presso la Regione Siciliana, al fine di accertare eventuali danni a persone o cose.

La scossa è stata percepita con maggiore intensità nei centri prossimi all’epicentro, in particolare a Santa Maria di Licodia, Biancavilla, Bronte, Belpasso, Nicolosi, Paternò, Camporotondo Etneo, San Pietro Clarenza, Adrano, Pedara, Mascalucia, Trecastagni Tremestieri Etneo, Gravina di Catania, Viagrande, Misterbianco, Motta Santa Anastasia, San Giovanni la Punta, Sant´Agata li Battiati, Aci Bonaccorsi, Zafferana Etnea, Aci Sant´Antonio, San Gregorio di Catania, Valverde, Aci Catena.

In via precauzionale, per consentire le necessarie ispezioni tecniche sugli edifici scolastici, i sindaci hanno disposto la chiusura delle scuole nei Comuni di Adrano, Aci Sant´Antonio, Biancavilla, Belpasso, Gravina di Catania, San Giovanni la Punta, San Pietro Clarenza, Santa Maria di Licodia, Mascalucia e Catania.

A Ragalna, dove è operativo il COC, sono state inviate squadre di tecnici della Protezione Civile regionale che stanno effettuando sopralluoghi nelle scuole e nelle abitazioni colpite dal sisma. Si registrano numerose lesioni a tamponature e tetti, crolli diffusi in zona marginali di muretti a secco e di ruderi.

Contestualmente, tecnici del Dipartimento Regionale della Protezione Civile (DRPC), stanno effettuando rilievi post-sisma mirati sul territorio interessato. L’evento risulta con elevata probabilità riconducibile all’attivazione della faglia della Calcerana e di altre strutture tettoniche note e censite negli studi di microzonazione sismica di terzo livello, che - spiega il Capo della Protezione civile regionale, ing. Salvo Cocina - si confermano strumenti avanzati e di elevata attendibilità scientifica.
Le verifiche in corso sono finalizzate ad accertare eventuali corrispondenze tra il quadro sismico registrato e possibili effetti lesivi al suolo, deformazioni del terreno o manifestazioni superficiali tipiche del contesto geodinamico dell’area etnea.

GGR